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Una scuola pubblica 'nemica'
contributo inviato da luca92 il 25 giugno 2009

I dati parlano chiaro: 28.000 studenti non ammessi all'esame di Maturità, il 50% in più rispetto allo scorso anno.
Tutto 'merito' del ministro più contestato degli ultimi anni, Mariastella Gelmini, soprannominata dagli studenti italiani Maria 'Star' Gelmini, per la sua totale indifferenza nei confronti delle manifestazioni studentesche contro i suoi provvedimenti. Manifestazioni che quest'anno sono arrivate a mobilitare anche più di un milione di persone tra studenti e professori nella sola città di Roma. Oltre ai numerosi tagli operati nella scorsa finanziaria e gli inutili provvedimenti per "ridare serietà alla scuola pubblica", alcune norme da lei introdotte hanno portato a questo esponenziale aumento dei non ammessi all'esame di stato (oltre a un raddoppiamento dei bocciati alle medie e un numero molto maggiore di studenti con debiti ai licei). Tra questi provvedimenti, i più duri da digerire sono l'obbligo di avere la media del 6 per essere ammessi agli esami e la bocciatura automatica con il 5 in condotta. Non trovo assolutamente giusto che due cambiamenti cosi significativi possano essere introdotti ad anno scolastico già inoltrato e debbano gravare sui ragazzi dell'ultimo anno, abituati nei 4 anni trascorsi nella scuola ad un minore rigore sui voti. Ma evidentemente il 6% di non - ammessi non era sufficiente per lei: infatti per gli studenti che dovranno dare l'esame il prossimo anno, Maria 'Star' ha in serbo un ulteriore inasprimento delle regole:  per essere ammessi alla Maturità bisognerà avere il 6 in tutte le materie, obbligatorio e senza possibilità di medie. Personalmente in questi ultimi anni ho notato solo uno spacco sempre più profondo nella scuola, in seguito ai provvedimenti della Gelmini e alla riforma Fioroni: le scuole pubbliche si stanno svuotando.
Nel mio liceo (pubblico), negli ultimi due anni siamo passati da una media di 900 studenti complessivi a una media di 700. Molti miei amici e compagni si sono trasferiti in scuole private, costose ma di manica larga con i voti. Ragazzi che prima rischiavano il debito nel mio liceo, appena passati alle scuole private hanno iniziato a prendere tutti 8 e 9 nelle materie in cui prima zoppicavano, senza ovviamente cambiare metodo di studio o studiare di più. Anche molti ragazzi della mia scuola che quest'anno non sono stati ammessi agli esami cambieranno scuola, passando a una privata. Tutto questo processo secondo me porterà ad un unico risultato: si creerà, e si sta già creando, un enorme divario tra chi vuole studiare e chi non vuole o non riesce a farlo. Infatti, continuando di questo passo, nella scuola pubblica rimarrà solo chi è molto portato in tutte le materie e ha buone attitudini allo studio, mentre chi arranca in qualche materia, chi ha dei problemi a studiare e chi non ha una spiccata capacità di apprendimento sarà costretto a passare in scuole private o paritarie dove la promozione è garantita dalla retta pagata e dalle donazioni alla scuola. La mia opinione è che la scuola pubblica dovrebbe dare a tutti le stesse possibilità ed aiutare chi è in difficoltà in qualche materia, e non, come succede oggi, rinunciare a chi è in difficoltà, punendolo e bocciando, senza nemmeno provare a recuperare questi ragazzi. Spero che la Gelmini, dopo aver perso credibilità più volte nel corso del suo mandato che dura da appena un anno (l'ultima di queste gaffe è stata oggi, quando si è scoperto che uno degli allegati per una traccia dei temi della maturità riguardava il '68 e la sua cultura, quando appena ieri Maria 'Star' aveva dichiarato "La scuola buonista del '68 è stata archiviata"), verrà presto rimpiazzata da qualcuno più competente in materia di scuola, che sappia fare riforme che premino sì i meriti, ma che aiutino seriamente a recuperare chi è in difficoltà. Qualcuno che riesca a far capire il valore dell'istruzione e della cultura ai ragazzi della mia età, che non sanno più quali sono i valori da seguire e non sanno più pensare con la loro testa, merito della 'tivù spazzatura', del 'grande esempio moralmente formativo' dato da alcuni politici nell'ultimo periodo e di una scuola vista come 'nemica'.

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23 giugno 2009
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