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Sull'amore
contributo inviato da SabrinaDiNapoli il 14 dicembre 2018
Mi piace definire l'amore come  il salvagente dei salvagenti.


Così nel viverlo sentiamo il pericolo di una mancanza proprio quando, per l'assenza di altri salvagente, che so: famiglia, lavoro, amici, partito che perde le elezioni, possiamo dire: "almeno ho l'amore".

"L'amore fa bella la stanchezza" dice una canzone di Ivano Fossati. E fa bello anche ogni mattino, aggiungo io. 

Ma è un tempo difficile anche per l'amore.

La crisi, prima economica ma anche  dei valori, che rende liquido tutto e senza sostanza fa vedere  tutto talmente vacuo che  tutto sembra dissolversi nelle forme di un'esistenza frammentaria, incerta, sempre meno affidata ai valori del  posto fisso (perchè è sempre meno stabile e sempre meno punto di riferimento nella vita di ciascuno) e della famiglia (sempre meno una, sempre piu molteplice).

 Ci continuano a ripetere che nulla è per sempre. Vero, ma noi lo siamo. Abbiamo un per sempre limitato nella vita alla nostra esistenza. (Sull'eternità, invece, sorvolo). 

E in questo per sempre la tinta della sfumatura della vita è cangiante.

Spesso l'amore è il rifugio in cui cancelliamo la tristezza dell'esclusione dai sogni,  ma è anche il luogo in cui siamo veramente liberi.

La libertà dell'amore   è  intima. La libertà dell'amore sa attraversare le tempeste del pianto e sa conservarsi dalle impurità della prigione dei dover essere.

Chi ama ha già vinto. Chi nell'amore perdona, poi, è un fuoriclasse.

Viva l'amore. Il precursore di ogni rivoluzione pacifista e non violenta. Se abbiamo bisogno di questa rivoluzione, abbiamo in  primo luogo bisogno di tanto, tantissimo amore. Ci si può impegnare...:-).

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SabrinaDiNapoli
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29 dicembre 2007
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